Con il governo Milei la persecuzione del popolo Mapuche sta raggiungendo punti di non ritorno, con l’obiettivo di cacciare questo popolo indigeno dalle proprie terre per garantire definitivamente spazio all’estrattivismo e allo sfruttamento dei territori.
L’11 febbraio forze repressive dello Stato argentino hanno effettuato feroci raid tra le Comunità Mapuche Tehuelche delle province del Chubut e del Rio Negro, picchiando brutalmente uomini e donne Mapuche e arrestando Victoria Dolores Fernández Núñez, che aveva solo difeso i diritti del suo popolo. Nei raid sono stati inoltre causati ingenti danni alle abitazioni e sequestrati telefoni cellulari, computer e libri. Questo l’accorato appello di Moira Millàn, della Comunità Pillan Mawiza sotto assedio con l’ordine di sgombero:
Tra le molteplici tecniche di persecuzione sono frequenti criminalizzazioni infondate, quali l’accusa di aver appiccato i fuochi che hanno recentemente devastato le stesse terre Mapuche bruciando più di 100mila ettari di boschi e più di 150 abitazioni rurali. Al riguardo, Mauro Millàn, leader delle Comunità Mapuche Tehuelche con cui la ReteRR di Spresiano (TV) è in contatto da lungo tempo, ha commentato: “E’ inconcepibile pensare che un Mapuche possa incendiare la sua terra. Per noi la terra è Wallmapu, la madre di tutto. Chi farebbe del male alla propria madre? Non siamo certo noi gli incendiari. Noi vogliamo soltanto continuare a vivere nel pieno rispetto e sintonia con la terra, l’acqua e il cielo”.
A fronte di questi eventi, la Rete Radié Resch ha aderito alla lettera-appello all’Ambasciatore argentino in Italia (e in cc alla Ministra della Sicurezza Nazionale argentina), sottoscritta da diverse associazioni italiane, in cui chiediamo:
– la libertà inmediata di Victoria Dolores Fernández Núñez;
– l’immediata cessazione della persecuzione e criminalizzazione del popolo Mapuche Tehuelche;
– il rispetto dei diritti dei popoli indigeni preesistenti allo Stato nazionale argentino.
Ecco il testo della lettera:
Post2 02.21.25 Lettera ambasciata Argentina con adesioni.doc